Cerca

bioresistenze

cittadini per il territorio: l'agricoltura responsabile

Categoria

I principii

Il Libro

Immagine presentazione web

Un sincero ringraziamento a tutti coloro che si sono lasciti coinvolgere in questo percorso durato un anno, a tutti coloro che hanno arricchito questa esperienza con la loro curiosità e il loro entusiasmo, a chi ha contribuito alla riflessione con la propria sensibilità. Senza di loro Bioresistenze non sarebbe quello che abbiamo dato alle stampe.

Prima parte: Giovanni Serra e Giuseppe Politi; Seconda parte: Massimo Montanari e Alessandra Guigoni; Terza parte: Marcello Buiatti e Nadia Marchettini; Quarta parte: Roberta Carlini e Luca Martinelli; Postfazioni: Daniele De Michele e Luigi Ciotti

Impegno e responsabilità non sono prerogativa di alcuni ma concreto esercizio di cittadinanza possibile per tutti. C’è un’agricoltura e c’è un consumo, che costruiscono democrazia ogni giorno per tutti noi.

Bioresistenze parte_I
Bioresistenze parte_II   
Bioresistenze parte_III
Bioresistenze parte_IV

Salvatore Settis per Bioresistenze

settis

L’intervista a Salvatore Settis

Il 12 dicembre a Pisa presso la Scuola Normale Superiore abbiamo incontrato Salvatore Settis. Il professor Settis permette di ribadire e rafforzare l’importanza che la Costituzione repubblicana ha rispetto al percorso sull’agricoltura responsabile che stiamo portando avanti. La Costituzione ci chiede responsabilità ed impegno per tutelare i beni comuni, per difendere il diritto allo studio, alla salute, ai beni culturali, al paesaggio, questi diritti non sono “diritti di nicchia”, non sono diritti di una parte ma di tutta la comunità, difendere un diritto significa difenderli tutti.

Settis ci aiuta anche nel rimarcare la necessaria cura per le generazioni future: curare e preservare le risorse del pianeta, la fertilità della terra significa prendersi cura delle future generazioni.
Difendere il suolo, tutelare il paesaggio diventano allora luogo in cui far vivere la nostra Costituzione: attività quotidiana dell’agricoltura responsabile.

Arturo Lavorato per Bioresistenze

L’intervista ad Arturo Lavorato

Il 18 novembre a Nicotera [RC] abbiamo incontrato Arturo Lavorato di SOS Rosarno. SOS Rosarno è un associazione nata dopo la così detta rivolta di Rosarno. Un associazione che lavora per rispettare la terra, i diritti dei lavoratori e l’integrazione dei migranti.

Questo percorso nasce da una precisa decisione politica di lettura della realtà agricola e sociale di Rosarno e della Piana, una lettura in cui buonismo e assistenzialismo lasciano il posto ad una lettura complessa ed articolata dei sistemi produttivi, della distribuzione di massa, dei principii di sfruttamento del lavoro e dell’ambiente. Un impegno che comporta responsabilità, che ci chiama a rispondere delle nostre scelte. Partire dalla terra per disinnescare il conflitto sociale e lo sfruttamento dei lavoratori.

Fabio Brescacin per Bioresistenze

L’intervista a Fabio Brescacin

Fabio Brescacin fondatore di Ecor il 24 giugno a San Vendemiano [TV] ci ha raccontato i primi passi dell’esperienza biologica in Italia. Brescacin ricorda e sottolinea come tra gli anni ’70 e ’80 il biologico rappresentasse una proposta concreta per contribuire ad un cambiamento, un cambiamento sociale che passava attraverso un nuovo paradigma economico ed un nuovo tipo di rapporto con l’ambiente.
L’agricoltura è un tema essenziale, un argomento centrale per lo sviluppo di un paese, va mantenuta, salvaguardata, tutelata: dare un lavoro, gestire il rapporto con il territorio, tutelare l’ambiente, il paesaggio, produrre alimenti, sfamare in maniera genuina. Agricoltura significa tutto ciò.
L’agricoltura tutela il territorio, lo tiene vivo curandone la fertilità, agricoltura significa, allora, creare futuro.

Agricoltura Capodarco per Bioresistenze

L’intervista a Franco Monterubbianesi

Il 5 luglio a Grottaferrata abbiamo incontrato l’esperienza di Agricoltura Capodarco.
Franco Monterubbianesi, tra i fondatori di questo percorso, ci ha raccontato il nascere di ciò che ci saremmo abituati a chiamare agricoltura sociale.
Agricoltura come luogo di integrazione, spazio in cui costruire comunità e relazioni per superare i disagi che impediscono la realizzazione delle persone e della cittadinanza.
Franco conclude il suo intervento chiarendo che ritornare alla natura, lavorare la terra, rappresenta una svolta politica. Il ritorno alla terra significa ritrovare le radici del bene comune, rispettando l’ambiente, contrastando le mafie.

L’intervista a Ilaria Signoriello

Da Agricoltura Capodarco nasce l’esperienza del Forum nazionale dell’agricoltura sociale. Ilaria Signoriello ci racconta le motivazioni del Forum: rompere la settorializzazione dei saperi, superare delle barriere tra conoscenza e capacità, per tornare alla terra. Tornare alla terra che è riscatto sociale e politico perché significa riappropriarsi di spazzi comuni, di beni che il deturpamento ambientale e mafioso hanno sottratto a tutti.
Valori riassumibili nei concetti di ribellione, resistenza, riscatto.
Questo rispetto al lavoro agricolo, all’impegno nella terra, implica necessariamente la capacità di scegliere prodotti che portano con loro non solo i valori nutrizionali ma anche i segni e i simboli di una scelta che costruisce futuro.

L’intervista a Carlo De Angelis

Conclude la serie di interviste Carlo De Angelis che sottolinea i valori e le implicazioni dell’agricoltura sociale, un agricoltura polifunzionale capace di guardare alla comunità, ai diritti, all’ambiente. Agricoltura sociale: un modo di superare l’assistenzialismo per provocare integrazione sociale.
Il rapporto con la terra, l’agricoltura, diventa, allora, lo snodo in cui ripensare lo sviluppo della società e il futuro.

Capodarco: il set fotografico

Cinzia Paolillo e Carmen Vogani per Bioresistenze

L’intervista a Cinzia Paolillo e Carmen Vogani

Il 6 luglio 2013 alla sede dell’associazione da Sud abbiamo incontrato Cinzia Paolillo e Carmen Vogani. Cinzia e Carmen ci hanno raccontato la storia di questa bellissima, giovane ed energia associazione che si impegna, lavora ed opera contro le mafie. Un associazione nata con l’obiettivo di fare memoria, di sapere, con la coscienza che non potremo curare i fenomeni mafiosi senza parlarne, senza ricordare, senza l’impegno di conoscere.
L’associazione da Sud dimostra con il suo lavoro culturale che fare antimafia sociale è possibile. Da Sud ci insegna, ancora, che lavorare per la democrazia contro le mafie significa lavorare sui beni confiscati, sui beni comuni, sui diritti dei lavoratori, sulla terra. Curare la terra, gestirla occuparla con il lavoro di giovani agricoltori significa prevenire.
Un contributo utilissimo per tutto il percorso che stiamo facendo.

Gustavo Zagrebelsky per Bioresistenze

La prima parte dell’intervista a Gustavo Zagrabelsky

La seconda parte dell’intervista a Gustavo Zagrabelsky

Gustavo Zagrebelsky inizia l’intervista del 10 luglio 2013 a Torino citando Rousseau: se in uno Stato i cittadini pagano solo le tasse quello Stato è morto. Democrazia significa impegno partecipazione, pagare le imposte (fatto che di per sé sarebbe già importantissimo per il nostro Paese) non deve essere una delega, un liberarsi dalle responsabilità.
La democrazia è una forma di governo difficile e fragile, va realizzata in continuazione come un obiettivo sempre da raggiungere.
Questa discussione apre al ruolo del così detto del privato sociale, del terzo settore, pezzi di società che si prendono cura della dell’altro, della comunità. Fare del bene come fare la cosa giusta, fare del bene per rimuovere le cause di ingiustizia, gli ostacoli al raggiungimento (quotidiano) dell’uguaglianza sostanziale.

Gustavo Zagrebelsky nella seconda parte dell’intervista prosegue il ragionamento sulla democrazia, sull’esercizio della democrazia, approdando alla Costituzione repubblicana. Discute e ci aiuta a riflettere sulla nostra Carta: dal primo articolo alla necessità di ricordare l’articolo 9 per lungo tempo dimenticato: la tutela del paesaggio.
La discussione si chiude così sulla terra e sulla cura della terra per riapprodare al volontariato da cui la discussione era salpata.

All’incontro con Gustavo Zagrebelsky erano presenti anche Giovanni Realdi e Irene Barrichello che ringrazio non solo per la sensibilità. Giovanni sul suo blog ha raccontato gli incontri (bioresistenti) piemontesi: Il filo rosso della resistenza, la prima delle ultime colline.

Domani inizia “Campo(longo) di giustizia sociale” siamo convinti che #antimafiasociale e #agricolturaresponsabile siano manifestazioni di impegno nella costruzione quotidiana di una comunità aperta, capace di accogliere, in grado di non dare a nessuno come favore ciò che gli è dovuto per giustizia.

Goldberg 150

maxresdefault

Il Movimento di Volontariato Italiano in collaborazione con la Fondazione Nuova Società ha prodotto, all’interno della campagna Coming to 2011, lo spettacolo Goldberg 150.
Goldberg 150 è un esecuzione delle variazioni Goldberg di J.S. Bach che accompagna la storia dell’unità del nostro Paese narrandola attraverso fotografie e testimonianze che raccontano l’impegno dei cittadini per costruire una società giusta e coesa, il racconto di donne e uomini che agiscono per realizzare ed applicare i diritti, per i beni comuni: per l’uguaglianza sostanziale.
Questa sezione del video è stata realizzata in collaborazione con il Centro Studi Ettore Lucini e con l’Istituto storico della resistenza e della società contemporanea della provincia di Cuneo per ricordare l’impegno e il coraggio dei partigiani per la costruzione di una società nuova.
Esecuzione di: Tommaso Luison (violino), Alessandro Savio (viola), Vittorio Piombo (violoncello).

Il 5° e 6° capitolo di Goldberg 150

Greca di spirali

L’espressione bioresistenze vuole descrivere una pluralità di situazioni connesse da un lato con la salvaguardia dell’ambiente e dall’altro con la tutela dei diritti e della legalità attraverso azioni concrete.

In quest’ottica, assieme alla Confederazione Italiana Agricoltori, abbiamo avviato un percorso per valorizzare e riflettere sul valore di un’agricoltura che sappia essere responsabile: responsabile per le risorse naturali, responsabile del patrimonio rappresentato dalla biodiversità, responsabile rispetto al territorio e alla comunità, responsabile di fronte alle culture.

Aziende agricole impegnate a resistere all’appiattimento e all’uniformazione che coltivano terreni confiscati alle mafie, cooperative agricole che creano opportunità lavorative per i disagiati, agricoltori che ascoltano l’ecosistema e i suoi limiti sono i soggetti di questa via.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: