campolongo_logoLa bellezza che ci salverà

Si è concluso il primo campo su beni confiscati alla mala del Brenta

Quaranta giovani volontari provenienti da tutt’Italia hanno trascorso a Campolongo Maggiore (VE) una settimana all’insegna del lavoro e dell’impegno sui beni confiscati alla Mala del Brenta, sotto la guida del Mo.V.I. Movimento di Volontariato Italiano e con la strettissima collaborazione dell’associazione Libera e dell’amministrazione comunale di Campolongo Maggiore.

I ragazzi hanno realizzato, con impegno e passione, gli obiettivi che il campo si era preposto: l’inaugurazione dell’Aiuola della Legalità dedicata a Cristina Pavesi, la decorazione del muro di cinta della Villa dell’ex boss della mala, Felice Maniero, la ristrutturazione della Ludoteca comunale e la sistemazione del giardino di Villa Sollievo, villa confiscata ad un affiliato alla mafia del Brenta.

I volontari si sono impegnati per la collettività, hanno lavorato, si sono sporcati le mani, impastato malta, adoperato utensili e falciatrici per mostrare a tutti quanto possa essere bello prendersi cura del territorio e delle comunità, sono stati interpreti perfetti del motto, “la bellezza che ci salverà”.

Le mafie sottraggono risorse economiche, inquinano la politica, snervano i rapporti sociali, questi volontari hanno invece lavorato per un’ idea di giustizia sociale, restituendo senso e significato.
I ragazzi, sporcandosi le mani con mattoni, malta e cazzuole, hanno realizzato un’aiuola al cui interno sono state posizionate diverse piante.  Al centro della stessa i ragazzi hanno deciso di piantare un ulivo e dedicarlo a Cristina Pavesi, vittima innocente della Mala del Brenta. Cristina Pavesi era una giovane studentessa di Conegliano che il giorno 13 dicembre 1990, mentre tornava a casa in treno da Padova, perse la vita a causa della deflagrazione di una bomba lanciata contro un treno portavalori che transitava parallelamente a quello in cui viaggiava Cristina.
Il muro di cinta della villa dell’ex boss Felice Maniero è stato ripulito, scrostato e ritinteggiato, sul muro i volontari hanno riportato la citazione di Stefano Benni che ha guidato tutto il Campo “La memoria non è fatta solo di giuramenti, parole e lapidi, è fatta di gesti che si ripetono ogni mattino del mondo. E il mondo che vogliamo noi va salvato ogni giorno, nutrito, tenuto vivo”. La citazione è stata incorniciata con le impronte delle mani dei ragazzi che hanno così firmato e sottoscritto il loro impegno.
La settimana si è conclusa nel centro storico di Dolo dove i volontari e gli amici del campo hanno realizzato un Flash-Mob concluso prima con un citazione di Borsellino “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” poi con l’invito urlato ai presenti: “Vedo Sento Parlo”, per ricordare la foto-campagna che ha accompagnato per tutto l’anno le attività.

I narratori della settimana di campo sono stati i volontari stessi [sabato 27 lugliodomenica 28 lugliolunedì 29 lugliomartedì 30 lugliomercoledì 31 lugliogiovedì 1 agostovenerdì 2 agosto – l’approfondimento di una volontaria, Valentina].

Tutte le immagini della settimana di campo.

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