L’intervista a Cinzia Scaffidi

Il 12 giugno a Pollenzo [CN] presso l’Università di Scienze Gastronomiche Cinzia Scaffidi di Slow Food ci ha aiutato a porre l’accento della nostra riflessione sulla colonizzazione culturale cui il consumatore è soggetto. Colonizzazione culturale che si sbarazza della libertà di scelta impedendoci di scegliere consapevolmente.
Ciò di cui ci nutriamo è portatore di valori alimentari, culturali, territoriali che dobbiamo educarci (rieducarci) a conoscere, di cui dobbiamo essere informati per essere liberi di consumare.
Movimenti, associazioni, agricoltori, consumatori consapevoli sono soggetti politici che resistono a chi vorrebbe trasformarli in consumatori passivi.

La seconda parte dell’intervista a Cinzia Scaffidi

Nella seconda parte dell’intervista Cinzia Scaffidi pone l’attenzione sulle sementi, sui valori e sulle implicazioni che queste hanno per il nostro futuro.
Inoltre Cinzia Scaffidi ci ricorda l’importanza di tutte quelle esperienze (inascoltate) degli anni ’70 (che avevano avvertito dei problemi legati all’alimentazione e alle sementi che si stavano già profilavano), ma anche delle nuove generazioni di agricoltori formati, attenti, sensibili alle implicazioni delle loro azioni. Pionieri del ritorno alla terra e nuove esperienze agricole impegnate nell’accettare la complessità della natura, la sua ricchezza e i suoi limiti, limiti da capire non da ignorare.