L’intervista a Franco Monterubbianesi

Il 5 luglio a Grottaferrata abbiamo incontrato l’esperienza di Agricoltura Capodarco.
Franco Monterubbianesi, tra i fondatori di questo percorso, ci ha raccontato il nascere di ciò che ci saremmo abituati a chiamare agricoltura sociale.
Agricoltura come luogo di integrazione, spazio in cui costruire comunità e relazioni per superare i disagi che impediscono la realizzazione delle persone e della cittadinanza.
Franco conclude il suo intervento chiarendo che ritornare alla natura, lavorare la terra, rappresenta una svolta politica. Il ritorno alla terra significa ritrovare le radici del bene comune, rispettando l’ambiente, contrastando le mafie.

L’intervista a Ilaria Signoriello

Da Agricoltura Capodarco nasce l’esperienza del Forum nazionale dell’agricoltura sociale.Ilaria Signoriello ci racconta le motivazioni del Forum: rompere la settorializzazione dei saperi, superare delle barriere tra conoscenza e capacità, per tornare alla terra. Tornare alla terra che è riscatto sociale e politico perché significa riappropriarsi di spazzi comuni, di beni che il deturpamento ambientale e mafioso hanno sottratto a tutti.
Valori riassumibili nei concetti di ribellione, resistenza, riscatto.
Questo rispetto al lavoro agricolo, all’impegno nella terra, implica necessariamente la capacità di scegliere prodotti che portano con loro non solo i valori nutrizionali ma anche i segni e i simboli di una scelta che costruisce futuro.

L’intervista a Carlo De Angelis

Conclude la serie di interviste Carlo De Angelis che sottolinea i valori e le implicazioni dell’agricoltura sociale, un agricoltura polifunzionale capace di guardare alla comunità, ai diritti, all’ambiente. Agricoltura sociale: un modo di superare l’assistenzialismo per provocare integrazione sociale.
Il rapporto con la terra, l’agricoltura, diventa, allora, lo snodo in cui ripensare lo sviluppo della società e il futuro.

Capodarco: il set fotografico

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